Fake news ed elezioni non sono mai andate d’accordo, men che mai all’approssimarsi delle elezioni europee di fine maggio. Negli ultimi anni è stato ben accertato e mostrato come l’inondazione di fake news sui social network in primis, abbiano stimolato gli elettori a percepire una realtà distorta a seconda della propria inclinazione. Lo scandalo Cambridge Analytica ne è un esempio lampante.

Per cercare di evitare nuove, eccessive, interferenze sulla rete, anche da parte di paesi esteri durante le elezioni europee del prossimo 26 maggio, Facebook ha messo in campo una vera e propria war room, una sala operativa, dalla quale togliere di mezzo fake news e profili fasulli.

Il responsabile della sicurezza informatica di Facebook, Nathaniel Gleicher, chiama a raccolta il maggior numero possibile di realtà: ‘Stiamo affrontando una sfida di sicurezza. Ci sono una serie di attori che vogliono manipolare il dibattito pubblico. In una situazione del genere una singola organizzazione non basta. C’è bisogno del maggior numero possibile di persone concentrate sul problema’.

L’obiettivo primario è depurare il dibattito pubblico, o almeno cercare di tutelarlo il più possibile, dai tentativi di manipolazione esterni. Il ricordo va immediatamente al Russiagate, lo scandalo legato all’elezione del presidente americano Donald Trup, legato ai post pubblicati sui social network da presunti Troll vicini alla Russia.

La war room istituita da Facebook si troverà a Dublino e, forte dell’esperienza avuta con le recenti elezioni americane di midterm e quelle indiane, avrà il compito di monitorare il social network per tutte le lingue parlate nell’Unione Europea. Secondo il New York Times ed il Guardian, la sala di controllo ospiterà circa quaranta persone supportate da ulteriori team di esperti con l’obiettivo di cancellare le fake news, chiudere i falsi profili che cominceranno a comparire ed arginare eventuali interferenze estere.

Oltre a Facebook anche Firefox, il celebre browser di navigazione, ha preso di mira la poca trasparenza circa alcuni contenuti che vengono mostrati agli utenti. Tramite alcuni strumenti informativi, tarati per una facile comprensione, cercherà di rendere consapevoli le persone circa il tracciamento delle proprie attività online. Spesso, infatti, queste sessioni di navigazione vengono scandagliate a scopo commerciale e quindi con il tentativo di venderci qualche oggetto o servizio tarato sulle nostre necessità. Ma possono essere anche analizzate per fornirci video e fake news appositamente pensati per manipolare le intenzioni di voto.